Storia del teatro

L’importanza del Teatro per l’Istituto Sacro Cuore

Ci sono molte ragioni per insegnare teatro/ storia del teatro, ma la principale è una speranza: la speranza che almeno uno studente si appassioni al teatro vero e proprio.
“Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri nella vita recitano male” diceva Eduardo De Filippo, e forse è per questo che pochi giorni prima di morire Giovanni Paolo II ha telefonato alla sua vecchia compagna di palcoscenico, ormai direttrice della più importante scuola di recitazione di Cracovia, raccomandandole di insegnare il teatro ai giovani.
Che strano fenomeno il teatro!
Nasce come canto danzato e rapidamente diventa poesia che attira l’attenzione di tutti i cittadini, le riflessioni dei più alti pensatori, il coinvolgimento di tutti i ceti sociali, anche gli schiavi, perché non è poesia, né semplicemente poesia “detta”, ma è poesia “agita”, poesia “vissuta” , “poesia fatta carne” , come diceva Neruda.
Ed eccoci al centro di tutto il palese mistero del teatro: il teatro richiede l’incarnazione. L'incarnazione del verso, l’incarnazione delle idee, l’incarnazione delle passioni.
Quello che il poeta avverte passa attraverso la carne e il sangue degli interpreti, divenendo contemporaneamente esperienza universale e accadimento irripetibile, spesso superando le stesse intenzioni iniziali del drammaturgo.
Lo sforzo disperato che compie l'uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è Teatro. (E. De Filippo)
Miracolo che va avanti da venticinque secoli, il teatro ha avuto funzioni differenti: prima catartica, poi di ascesi morale e di preghiera, ha espresso la religiosità di un popolo, poi ha divertito pochi aristocratici, è tornato tra la gente e poi di nuovo nelle élite per approfondire la psicologia umana, i vizi, le ambizioni, i sentimenti, lo sgomento ed infine la noia degli uomini. In una parola sola: la natura dell’essere umano.
Non è lontano dal vero chi afferma che Eschilo, Sofocle ed Euripide (insieme ad Omero) sono da considerare come i primi filosofi. Filosofi particolarissimi, che, invece di speculare dipanando un sistema di pensiero, hanno avuto il genio sintetico del poeta.
Il teatro insegnato a scuola - nel nostro Istituto fin dal nido - porta i ragazzi verso una stupenda unità che supera i confini di classe e d’età. Favorisce in modo incredibile la perdita delle cattive inibizioni e può contribuire ad acquisire sicurezza e fiducia in se stessi; rende spesso vive le parole che, studiate solo sui libri, non riescono ad essere comprese ed attraversate appieno (vedi Shakespeare).
  • LABORATORIO DI TEATRO AL LICEO
  • ABBONAMENTO ALLA STAGIONE TEATRALE DEL TEATRO STABILE DI NAPOLI
  • INSEGNAMENTO DI STORIA DEL TEATRO NELL'INDIRIZZO CLASSICO
La scuola organizza da anni un corso pomeridiano di recitazione, teso a stimolare la creatività dei singoli allievi, ricchezza da non sottovalutare mai, specie in una città come Napoli, fucina di tanti artisti che dalla scrittura alla recitazione, dalla tradizione più antica fino ai giorni nostri, non smettono di stupirci.
L’insegnamento della storia del teatro al Classico crea un sostrato storico complesso che spesso sfugge ai giovani studenti e prepara il terreno allo studio della produzione teatrale, oggetto della letteratura classica e moderna.

TIPOLOGIE DI SPETTACOLO/ VALORE AGGIUNTO DELLA RAPPRESENTAZIONE

La scuola inoltre promuove la frequentazione degli spettacoli teatrali, aderendo alle iniziative che i teatri napoletani, in particolare il Teatro Stabile, organizzano per avvicinare gli studenti all’arte drammatica.
Il contatto diretto con il teatro e la sua magia, le sue convenzioni, le sue illusioni, rappresenta un modo assai più produttivo ed efficace - rispetto alla semplice lettura dei testi che può aver luogo in aula - per conoscere e soprattutto comprendere gli autori, il senso ed il significato, nonché il valore artistico in senso stretto, della loro produzione.
La scelta dei drammi ai quali far assistere le scolaresche avviene secondo criteri precisi, consolidatisi negli anni.
Tra le opzioni offerte dai cartelloni si prediligono in primo luogo i classici, quegli autori dalla cui produzione drammatica non può prescindere la formazione di una coscienza teatrale; non si disdegna però di affiancare, ad opere di autori “imperdibili”, testi di autori contemporanei come, anche, rivisitazioni e riletture in chiave moderna di opere classiche.